I Madreblu nascono nel 1995. Precisamente in un tardo pomeriggio di un giorno d’estate, nel cortile di un teatro, a Lodi, dove Raffaella (ndr. Destefano) si sta per esibire nel suo primo concerto da cantautrice. Ha 22 anni, una gonna lunga, un sorriso imperfetto e un milione di cose da dire.

Dentro lo stesso teatro, Gino (ndr. Marcelli) sta facendo le prove per uno spettacolo su Boris Vian. Lui è più grande, suona da professionista e fuma. Così, quando arriva la pausa, esce, si accende la sigaretta e ascolta distratto Raffaella e le sue canzoni acerbe.

Quello che sente gli piace, gli piace così tanto che nei giorni successivi chiede in giro chi fosse la ragazza con la chitarra. Lui arriva da Latina, ma da qualche tempo vive a Lodi e ha voglia di un progetto su cui investire il suo tempo e il suo talento.

L’informatore in questione è Valerio (ndr. Artusi) e conosce bene Raffaella. Hanno passato tante sere a parlare fino a tardi sui gradini dei negozi chiusi in centro. Organizza l’incontro.

Valerio suona le tastiere. Più che altro ascolta bella musica, campiona suoni, ha delle idee. Gino suona il piano con eleganza, come Tori Amos, che a Raffaella piace tanto.

Ad ottobre è ufficiale che il quartier generale di questo improbabile trio è una cella frigo dismessa, dove d’inverno fa freddissimo e d’estate si muore di caldo.

Si suonano i brani di Raffaella, si trovano variazioni sul tema, si comincia a scrivere insieme.

L’incontro con l’etichetta che poi metterà sotto contratto i nostri, avviene quasi per caso tramite amici di amici, ed è subito intesa.

Quasi un anno di sala prove a scrivere brani, poi, a novembre ’96, l’incisione del primo disco.

Rimini, Forlì. La Romagna diventa il centro del mondo.

Due mesi di viaggi, cene, incontri e Prima dell’Alba vede la luce a Natale.

Intanto si ragiona sul nome del gruppo e il più gettonato è questo Madreblu, tuttoattaccato.

Di lì a poco arrivano proposte, si incontrano persone: in un periodo storico senza talent show, il talent scout è quello che ci crede di più al mondo, che gira come se avesse diamanti nella borsa, non semplici canzoni, ma una storia tutta da fare.

Finalmente nel 1997 i Madreblu firmano con la EMI Music e partecipano a San Remo Giovani. La canzone diventa il tormentone dell’anno successivo, tanto da vincere il premio Titano di San Marino come canzone più trasmessa dalle Radio Italiane.

Prima di iniziare la produzione del secondo disco, Valerio esce dal gruppo. Incomprensioni, un passo diverso e i Madreblu diventano due, un duo elettro-pop in piena regola.

Si torna in Romagna per la produzione e nel 1999 esce Necessità, un disco che tra gli altri, contiene il brano Certamente, scelto dalla produzione de I Sopranos per la colonna sonora della seconda edizione della famosa serie americana.

Tante partecipazioni in tv, alle radio, concerti in tutta Italia.

Ma le cose non vanno come l’etichetta si aspetta e il gruppo di lì a poco viene licenziato.

Raffaella e Gino scrivono e producono il terzo disco, L’Equilibrio, che esce nel 2003.

Nel frattempo i primi due dischi vengono ristampati e distribuiti in Germania, Olanda, Francia e Belgio. 

L’orologio dei Madreblu si ferma nel 2004 mentre Raffaella e Gino proseguono la loro carriera solista.

Le loro strade rimangono separate fino al 5 aprile 2019, quando Raffaella ha un ingaggio per suonare nel teatro di Lodi, lo stesso dove si sono conosciuti 24 anni prima.

Raffaella chiede a Gino di essere l’ospite del suo spettacolo, per la prima volta i loro brani pop elettronici suoneranno su un pianoforte Steinway gran coda.

Quella sera riparte il cronometro e le canzoni tornano ad esserne il meccanismo.

Tic tac.

 

 

Per quello che sappiamo, i Madreblu sono questo: una strada un po' nascosta che porta sempre al centro dell’anima.

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